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ʍ la qualità! w la qualità!

  • 8 Settembre 2021

Due punti di vista entrambi leciti: dipende dal tipo di esperienza vissuta a stretto contatto con la norma UNI EN ISO 9001. Come in tutto, a fronte di un "cosa" si possono palesare una moltitudine di "come". All'interno di questo caleidoscopico panorama è possibile ravvisare delle note comuni.

Gioca un ruolo particolare il MANAGER DELLA QUALITÀ: argomento della revisione del mio LIBRO, a breve in libreria.

Avviciniamoci a questo tema con una grande apertura mentale.

Sicuramente è un "ʍ la qualità!" quando la motivazione nasce dalla Certificazione fine a sé stessa. Tutto il procedere patisce di questo infelice esordio: vertice assente, produzione di procedure avulse dalla realtà lavorativa, sensazione di fastidio e di sopportazione da parte delle persone, scarica barile di tutto ciò che riecheggia "qualità" al Responsabile Qualità. Gli esiti: l'organizzazione ha le carte in regola per accedere alle gare ma, nel contempo, si è fatta carico di consistenti costi interni per un appesantimento burocratico. Il Responsabile Qualità si trova fra il Vertice e il personale, faticando molto nel riuscire a tener testa alle diverse esternazioni.

Vediamo cosa accade quando è un "W la qualità!". Lo scenario cambia radicalmente. La motivazione principale del Vertice è: fare "ordine". E la UNI EN ISO 9001 si presta molto bene: è un valido e collaudato modello organizzativo, applicabile a tutte le tipologie di attività produttive. Consapevole dell'importanza di questo impegno, il Vertice è presente nei momenti chiave, assegna le risorse, promuove la formazione, nomina il Responsabile Qualità. Gli esiti: c'è chiarezza organizzativa. E la qualità viene vissuta per quello è: un modello organizzativo.

Per grandi linee, queste due situazioni stanno agli estremi. C'è in tutte una nota comune: la figura Responsabile Qualità. Ha un ruolo critico e determinate. Il suo compito è tradurre la visione e le mete del Vertice in indirizzi e regole interne, guidando le persone. Approfondiamo il suo ruolo, iniziando dalla dizione: Responsabile Qualità. Da sempre la più diffusa, ha generato danni per quello che evoca. Per assonanza con le altre funzioni, dà ad intendere che questo tema tocchi soltanto a lui. È un approccio terribilmente deleterio perché così non è: la qualità è affare di tutti, nessuno escluso! Questa chiave di lettura deve essere il punto di partenza, affinché ogni persona sia consapevole dell'esigenza del proprio impegno per concorrere al successo dell'organizzazione. È necessario però che i contributi di ogni persona siano armonizzati, per puntare alle mete definite dal Vertice. E qui entra in gioco questa figura, con un chiaro ruolo di coordinamento; pertanto suggerisco di chiamarla: Quality Manager. Non è un mero cambio formale di dizione! Ci sono nette e chiare ricadute a livello organizzativo. Per assolvere compiutamente a questo ruolo, deve giocarsi un bel bagaglio di conoscenze. Oltre alle norme base della Qualità, deve essere padrone di strumenti manageriali che riguardano, come minimo: l'assetto organizzativo, la gestione delle risorse umane, il governo di gruppi, il lavoro per processi, la comunicazione.

Queste riflessioni, nel 2015, hanno ispirato il mio libro "Manager della Qualità - Il modello organizzativo UNI EN ISO 9001" (ed. Egea). Dal 23 settembre è nelle librerie la seconda edizione. Ovviamente è più ricca! Innanzi tutto è impreziosita dalla Prefazione di Ruggero Lensi, Direttore Generale UNI. Inoltre contiene due novità:

  • un test di autovalutazione ad ogni capitolo
  • video che propongono, in forma lapidaria, temi base della qualità per lavorare con un sorriso!