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Le pause: come nella musica anche nella nostra comunicazione

  • 13 Luglio 2021

Daniel Barenboim: "Il suono di per sé non è fenomeno indipendente ma è in costante e imprescindibile relazione con il silenzio. In questo contesto, la prima nota non rappresenta l'inizio, essa proviene dal silenzio che la precede."

Trovo ci sia una relazione fra la musica e la nostra comunicazione: parlata, scritta, letta.

Ragioniamoci su. La nota emerge grazie al silenzio che la precede e la segue. Possiamo considerarla una sorta di pausa. I nostri messaggi sono parole e pause.

Nel parlare facciamo ricorso alle pause per sollecitare attenzione, dare enfasi, lasciar riflettere, . L'assenza di pause genera disagio, l'eccesso produce noia. Quindi? Un sapiente "quanto basta" promuove l'attenzione. Osservando il destinatario abbiamo la possibilità di renderci conto se il nostro pensiero, confezionato in frasi, riesce nel nostro intento.

Nei nostri scritti le pause sono codificate dalla punteggiatura, decisa dallo scrivente, che produce tempi di lettura differenti: punto, punto e virgola, virgola, punto esclamativo, due punti, . Qui non abbiamo l'immediatezza della reazione: chi riceve il testo è padrone dei suoi tempi, e decide se procedere celermente o in modo cadenzato. Rispetto alla situazione precedente ha un vantaggio: se non ha capito, se interessato, se è curioso, . può tornare indietro tutte le volte che vuole. Comportamenti che lo scrivente ignora!

Diverso è il caso della lettura di un testo. Istintivamente saremmo portati a seguire i simboli della punteggiatura. Ho scoperto che non è così. Nel corso di "Ad alta voce" (accademiadeifolli.com) ho capito anche il perché. Quando scriviamo, con la punteggiatura cadenziamo la sequenza degli argomenti: il lettore ha modo di interpretare la durata delle pause e può procedere con i suoi tempi. Ma quando leggiamo un testo scritto, la situazione è molto diversa! Il destinatario è alla nostra mercè, ragion per cui la punteggiatura va "reinterpretata". In certi casi il punto fra due periodi si perde, se vogliamo dare evidenza alla immediatezza della sequenza delle azioni. Oppure nella lettura di tre aggettivi in sequenza, separati da una virgola, si deve dare rilievo a quello più incisivo ai fini del significato del testo: cambio di tono, volume, tempi, .

Così come nella musica la nota necessita del silenzio per palesarsi, anche in un messaggio le parole hanno bisogno di pause.

Che mondo fantastico la comunicazione! C'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, che diventa fonte di gioia.