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La differenza fra "merci" e "vietato"

Nel nostro vivere sociale è inevitabile, anzi obbligatorio, introdurre regole per salvaguardare la nostra libertà, in un gioco di diritti e doveri.

Nella comunicazione che viene utilizzata si evince lo stile di comportamento della popolazione.

In Francia, i cartelli che regolamentano il quieto vivere iniziano con “merci”: grazie per non calpestare le aiuole, grazie per non lasciare spazzatura… La forma dà ad intendere che l’agire di chi legge sarà spontaneamente coerente: il messaggio nasce come un invito e diventa un ringraziamento per il rispetto di una avvertenza utile a tutti.

In Italia troviamo: “vietato”. Le attese sono ben diverse. L’associazione più ricorrente è verso eventuali sanzioni. Un

atteggiamento che esprime un comando. Pensiamo a quelli che sono gli esiti di queste intimazioni!

E se provassimo a cambiare stile? Forse potrebbero cambiare le reazioni!

Per riproduzioni anche parziali effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale e comunque per uso diverso da quello personale, contattare Erika Leonardi.

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