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Lavorare stanca? Ma può essere piacevole

Capita di vivere diverse forme di stanchezza: quella che distrugge e quella che, paradossalmente, dà una nuova carica. Il tipo di reazione dipende da tanti fattori. Innanzitutto dal significato che diamo al nostro lavoro. Se vissuto come "dovere", sarà sempre una fatica. Sarà anticipato da un senso di frustrazione e seguito da una forte sensazione di liberazione.
Ma deve essere sempre così?
C'è un'altra chiave di lettura del lavoro. È certamente il mezzo per garantirci la sopravvivenza pratica: sostegno per le spese necessarie. Ma il lavoro ha anche altre valenze. Può rappresentare una sorta di palestra, dove abbiamo l'opportunità di scoprire in noi nuove capacità, fino a quel momento inimmaginabili. In questa chiave di lettura può diventare anche fonte di piacere, che nasce dalla soddisfazione di avere dimostrato, in primis a se stessi e poi agli altri, di essere stati all'altezza del compito.
Ci sono altri aspetti importanti nel lavoro. La socialità, ad esempio. Raramente il nostro operato è indipendente da quello degli altri. Ci troviamo gomito a gomito con persone che non abbiamo scelto: è necessario trovare il modo migliore per interagire produttivamente.
E c'è ancora un'altra chiave di lettura: il significato di quello che facciamo, ovvero la dimensione di utilità per qualcun altro, all'interno dell'azienda o all'esterno. Ed ecco che quelle azioni, solo apparentemente meccaniche, acquisiscono valore perché rappresentano la soluzione alle esigenze di altri.
E quando la visione del proprio lavoro raggiunge questa vetta, possiamo parlare di felicità. Aver fatto le cose nel modo giusto, rispettando le attese e i tempi, genera un livello di pienezza che fa nascere un sorriso interno che ripaga la fatica. Già… perché anche quando il lavoro piace, comporta impegno di energie. E, superata una soglia, può dare spazio a stanchezza. Ma sarà una stanchezza che ripaga perché vediamo i risultati.
Quando invece non sappiamo a cosa serve il nostro impegno, allora la stanchezza prosciuga le energie e richiede molto tempo per recuperare.
Dalle stanchezze felici ci si riposa facilmente, da altre non ci rimette del tutto perché si sommano le une alle altre fino a deformare l'intera personalità del soggetto (Maria Ludovica e Riccardo Varvelli, Lavorare Positivo, ed. Il Sole 24 Ore).

Del significato del lavoro ho parlato in Padroni del proprio tempo (ed. Giunti).

Per riproduzioni anche parziali effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale e comunque per uso diverso da quello personale, contattare Erika Leonardi.

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